Traduco Copilot e Microsoft 365 dal “wow delle demo” al “funziona davvero lunedì mattina”, provando ogni giorno a convincere le persone a cambiare abitudini 😄 In pratica: meno teoria, più magia operativa (con un pizzico di sana resistenza al cambiamento da domare)
Se il tuo percorso in Impresoft 4ward fosse un videogioco, a quale livello sei arrivata e com'era il personaggio al momento del login?
Se il mio percorso fosse un videogioco, direi che sono a un livello avanzato… ma con lo spirito di chi continua a sbloccare missioni nuove ogni giorno.
Al login il personaggio era versione “base”: curiosa, energica e con la sensazione che avrei costruito qualcosa di interessante, anche se non sapevo ancora cosa.
Avevo però già una skill chiara: spiegare, condividere, aiutare le persone a fare meglio.
Col tempo ho aggiunto esperienza, visione e problem solving… perché qui gli imprevisti sono praticamente boss fight quotidiane 😄
Da dove hai iniziato e dove sei oggi? Raccontaci i passaggi che hanno segnato la tua crescita all'interno del Gruppo. (stage, cambio ruolo, promozione)
Ho iniziato ad aprile 2011 come tirocinante nell’area formazione, occupandomi soprattutto di organizzare corsi di formazione in aula.
Poi è arrivato l’apprendistato: cinque anni durante i quali ho iniziato anche a fare docenza in prima persona, ed è lì che ho capito che non mi bastava più solo “organizzare” e trasferire contenuti. Volevo aiutare davvero le persone a migliorare nel modo di lavorare. Quando l’azienda ha aperto al change management è stato un passaggio naturale… anche perché nel tempo avevo iniziato a muovermi sempre più in quella direzione.
Oggi sono Head of Adoption: non organizzo più solo formazione, ma disegno progetti di adozione più ampi e strutturati, per portare le persone a cambiare davvero modo di lavorare.
C'è stato un progetto, un'opportunità o una persona che ha rappresentato il vero punto di svolta nel tuo percorso?
In realtà non c’è stato un vero punto di svolta, ma ci sono state due cose che hanno fatto la differenza.
Nei primi anni ho avuto una collega che mi ha davvero insegnato cosa significa lavorare: ricordo ancora quando controllavamo insieme ordini da inserire, mail da inviare o risposte diplomatiche da dare ai colleghi.
Non erano solo attività, ma un vero modo di stare nel lavoro: etica, responsabilità e attenzione alle relazioni.
È stata il mio “metodo di studio” del mondo del lavoro, e ha plasmato il mio modo di essere lavoratrice.
Crescendo ho capito anche un’altra cosa importante: sbagliare fa parte del gioco, e uno degli errori che ho fatto mi ha insegnato che affrontarli apertamente è sempre la strada migliore.
Da lì ho imparato che la sincerità è il modo più veloce per rimettere le cose a posto e andare avanti.
Qual è stata la sfida più difficile che hai dovuto affrontare per arrivare dove sei oggi e cosa ti ha dato la forza di superarla?
La parte più difficile è stata conquistarmi credibilità nel tempo, senza salti. All’inizio fai, impari, ti metti a disposizione. Poi però arriva il momento in cui non basta più eseguire bene: devi iniziare a prenderti pezzi di responsabilità veri, esporti di più e reggere anche la complessità. Io l’ho superata così: continuando a studiare, lavorare e migliorare con la consapevolezza di avere le capacità per fare bene. E soprattutto avendo fiducia nelle opportunità: perché certe occasioni non arrivano subito, ma arrivano se nel frattempo continui a lavorare bene.
Se potessi tornare al tuo primo giorno in Impresoft 4ward e parlare con la versione di te che stava per iniziare, cosa le diresti?
Le direi di stare tranquilla e di non pretendere di capire tutto subito. Le direi che col tempo imparerà una cosa fondamentale: lavorare bene non vuol dire solo fare bene le attività, ma anche capire le persone con cui hai a che fare. Ognuno ragiona, comunica e reagisce in modo diverso, e saperlo leggere cambia tantissimo. Le direi anche che, senza accorgersene troppo, si costruirà un metodo molto suo, fatto di attenzione e responsabilità. E che col tempo capirà che il suo futuro non dipenderà solo dalle occasioni che arrivano, ma anche da quelle che saprà costruirsi.😉
Cosa vorresti che sapesse chi oggi sogna di costruire una carriera come la tua all'interno di Impresoft?
Vorrei che sapesse che non è una strada già pronta: te la costruisci nel tempo. Servono impegno, voglia di imparare e anche un certo senso di responsabilità, perché a un certo punto non basta più fare il compitino bene: devi iniziare a sentire davvero tuo quello che fai. Secondo me la differenza la fa proprio questo: quanto ci tieni, quanto ci metti testa, quanto sei disposto/a a fare un passo in più senza che te lo chiedano. E poi una cosa importante: il lavoro è importante, ma non è tutto! Qui quando esci dall’ufficio il lavoro resta lì, e questo equilibrio, nel lungo periodo, è fondamentale per costruirsi una vita bella e appagante, non solo una carriera.