Come in una libreria, metto ordine tra requisiti, codice e imprevisti. Trasformo la complessità in soluzioni concrete e aiuto il team a trovare la strada migliore, anche quando sembra nascosta tra gli scaffali. 


Se il tuo percorso in Impresoft Engage fosse un videogioco, a quale livello sei arrivato/a e com'era il personaggio al momento del login?

Direi di essere arrivata a un livello avanzato, ma con ancora tanta voglia di sbloccare nuove missioni. Al login, il mio personaggio era una neolaureata piena di entusiasmo, con poche skill tecniche nel bagaglio e tanta voglia di dimostrare che poteva stare al tavolo dei grandi sviluppatori.

Da dove hai iniziato e dove sei oggi? Raccontaci i passaggi che hanno segnato la tua crescita all'interno del Gruppo. (stage, cambio ruolo, promozione)

Ho iniziato come Developer in un'azienda che contava poche persone e dove ogni progetto era una grande occasione per imparare. Negli anni ho lavorato su progetti sempre più complessi, ho seguito la crescita dell'azienda e, passo dopo passo, sono passata da sviluppatrice a Team Leader. Oggi il mio ruolo non è solo scrivere codice, ma aiutare il team a trovare la strada migliore per trasformare le idee in soluzioni concrete.

C'è stato un progetto, un'opportunità o una persona che ha rappresentato il vero punto di svolta nel tuo percorso?

Ci sono stati diversi progetti, soprattutto quelli in cui ho conquistato la fiducia del team di lavoro. È stato in quei momenti che ho iniziato a sentirmi libera di mettere in discussione le soluzioni proposte, portare un punto di vista critico e usare la mia creatività per individuare alternative migliori. Credo che la vera svolta sia arrivata quando ho capito che il mio contributo non era solo eseguire bene un'attività, ma aiutare a trovare il modo migliore per realizzarla.

Qual è stata la sfida più difficile che hai dovuto affrontare per arrivare dove sei oggi e cosa ti ha dato la forza di superarla?

Senza dubbio il rientro dopo le maternità. Dopo una pausa importante, ho avuto la sensazione di dover riconquistare lo spazio e la sicurezza professionale che avevo costruito negli anni. La forza per farlo è arrivata dalla mia determinazione, dalla fiducia che l'azienda ha continuato a darmi e dalla possibilità di trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia che mi permettesse di dare il meglio in entrambi gli ambiti.

Se potessi tornare al tuo primo giorno in Impresoft Engage e parlare con la versione di te che stava per iniziare, cosa le diresti?

Le direi di stare tranquilla e di non preoccuparsi se si sente la meno esperta della stanza. Le direi di non mollare alla prima difficoltà, di fare tutte le domande necessarie e di avere pazienza: l'autonomia arriva con il tempo. Le direi che anche le attività più ripetitive hanno un valore, perché sono quelle che ti costruiscono le basi per fare cose sempre più complesse. E le direi che, alla fine, i risultati contano, ma sono le persone incontrate lungo il percorso a fare davvero la differenza.

Cosa vorresti che sapesse chi oggi sogna di costruire una carriera come la tua all'interno di Impresoft? 

Che non serve sapere tutto fin dall'inizio. Servono curiosità, voglia di imparare, capacità di adattarsi ai cambiamenti e un po' di sana testardaggine. La tecnologia cambia continuamente, ma la differenza la fanno sempre le persone che hanno voglia di crescere, condividere ciò che sanno e mettersi in gioco ogni giorno.

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