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Eyewear B2B 2026: scenario di mercato e roadmap digitale per dati, agenti e clienti

Scritto da Impresoft | Feb 16, 2026 10:10:47 AM

Nel B2B dell’occhialeria il contesto sta cambiando con una velocità che si riflette su una parola sola: selettività.

Mercati più regionali, canali più frammentati, clienti più esigenti. E, soprattutto, un punto fermo: il territorio continua a essere il baricentro della relazione commerciale.

I dati di settore mostrano un ribilanciamento geografico dell’export: Europa in crescita (+5%), Nord America in ridimensionamento (circa -20%) e Asia che torna a pesare per il 17% dell’export totale. In un quadro “meno globale e più controllato”, la competitività si gioca su solidità dei canali e capacità di esecuzione.

Perché questo è un tema operativo (non solo di scenario)

Quando aumenta la pressione competitiva, ogni frizione diventa costo: tempi più lunghi, ordini meno puliti, promozioni meno efficaci, margini più difficili da difendere.

Quali sono oggi i 3 attriti che frenano l’eyewear B2B?

Nel 2026 emergono tre criticità ricorrenti, spesso interconnesse:

  1. Pressione competitiva dei grandi conglomerati e difficoltà dei player indipendenti nel sostenere investimenti digitali.
  2. Frammentazione dei canali distributivi: gruppi d’acquisto, eCommerce B2B, rivenditori locali, ciascuno con regole, listini e cicli diversi.
  3. Lentezza dei processi commerciali, alimentata dalla mancanza di sistemi integrati: ridondanze, errori, ritardi nella gestione ordini.

Il punto cieco più comune

Le aziende “vedono” l’inefficienza quando diventa emergenza (resi, contestazioni, backorder, sconti fuori controllo). Ma l’attrito nasce prima, nel quotidiano: informazioni non allineate e processi che non scorrono.

Perché nell’eyewear B2B il territorio è ancora il canale principale

La copertura territoriale nel settore è guidata principalmente da agenti di commercio: gestione della relazione, presentazione collezioni, canvass, riassortimenti e negoziazione di accordi commerciali.

In questo contesto, la differenza non la fa solo la capacità di vendita, ma la qualità dell’operatività sul campo: dotare la rete di strumenti digitali coerenti e utilizzabili in visita (come un’app di raccolta ordini) significa ridurre attrito, aumentare continuità e proteggere marginalità.

Qui l’operatività fa la differenza:

  • se l’agente non ha dati affidabili (condizioni, promo, disponibilità), la trattativa rallenta;
  • se deve ricorrere al back office per conferme, la visita perde efficacia;
  • se l’ordine viene rettificato, il cliente percepisce discontinuità.

Canvass e collezioni: dove si gioca la qualità del sell-in

Nel mondo eyewear, le campagne e le nuove collezioni concentrano complessità e opportunità:

  • assortimenti, varianti, compatibilità
  • scontistiche, omaggi, regole promozionali
  • obiettivi di mix e rotazione

Senza un flusso informativo coerente, l’agente lavora “a memoria” e la sede perde controllo. Con un flusso unico, invece, si ottiene un effetto concreto: la proposta diventa replicabile, quindi misurabile e migliorabile.

Fonte unica dei dati: app agenti, CRM e B2B devono allinearsi

Nel B2B la tecnologia non serve a “digitalizzare una parte”: serve a creare una verità unica su:

  • cliente (anagrafica, condizioni, contratti, fidi, documenti)
  • prodotto (catalogo, varianti, disponibilità)
  • regole commerciali (listini, promo, politiche)

I benchmark di mercato lo confermano: molte aziende hanno già CRM o SFA (circa 65%), ma solo una parte dispone di un portale B2B per ordini e riordini autonomi (circa 30%). Il salto non è “avere strumenti”, è metterli in coerenza.

Perché è rilevante per il territorio
La fonte unica riduce i passaggi manuali, taglia le richieste al back office e aumenta la qualità dell’ordine “al primo invio”.

AI nel B2B eyewear: quando crea valore misurabile

Nel 2026 l’AI entra stabilmente nei processi B2B come abilitatore di efficienza, soprattutto in tre aree:

  • Previsione della domanda: riduzione dei backorder (20–25%) e incremento del fill rate (+10%) con modelli predittivi.
  • Pricing dinamico: ottimizzazione su volumi, rotazione e redditività (margini +3–5%).
  • Supporto alla rete vendita: suggerimenti e assistenti che riducono i tempi di risposta commerciale (fino al -50%).

Il punto chiave: l’AI funziona quando si appoggia a una fonte unica dati e a regole condivise. Altrimenti amplifica incoerenze.

Dal territorio al self-service: il portale B2B come acceleratore finale

L’evoluzione naturale, dopo aver ridotto l’attrito sul campo, è abilitare autonomia controllata lato rivenditore:

  • riordini e operatività in autonomia (h24/7)
  • accesso a documenti e informazioni aggiornate
  • coerenza di prezzi, promo e condizioni

Questo non “disintermedia” l’agente: gli restituisce tempo. Tempo da investire su sviluppo, consulenza, canvass e relazione.

Roadmap pragmatica: cosa fare nei prossimi 90 giorni

  • Mappare i punti di frizione (ordine, promo, disponibilità, parti di ricambio, documenti, rettifiche)
  • Definire “fonte unica” e regole commerciali condivise
  • Ridurre manualità lato agente (ordine pulito al primo invio)
  • Abilitare riordino autonomo dove ha senso
  • Misurare 4 KPI: tempo ordine, % ordini corretti, % riordino autonomo, backorder/fill rate

 

Se vuoi entrare nei trend 2026, nelle sfide operative e nei modelli (dati, AI, territorio e B2B) con esempi e numeri di riferimento, è disponibile un approfondimento scaricabile: Settore Eyewear B2B 2026: strategie, trend e tecnologie per guidare la crescita.