Nel B2B dell’occhialeria il contesto sta cambiando con una velocità che si riflette su una parola sola: selettività.
Mercati più regionali, canali più frammentati, clienti più esigenti. E, soprattutto, un punto fermo: il territorio continua a essere il baricentro della relazione commerciale.
I dati di settore mostrano un ribilanciamento geografico dell’export: Europa in crescita (+5%), Nord America in ridimensionamento (circa -20%) e Asia che torna a pesare per il 17% dell’export totale. In un quadro “meno globale e più controllato”, la competitività si gioca su solidità dei canali e capacità di esecuzione.
Perché questo è un tema operativo (non solo di scenario)
Quando aumenta la pressione competitiva, ogni frizione diventa costo: tempi più lunghi, ordini meno puliti, promozioni meno efficaci, margini più difficili da difendere.
Nel 2026 emergono tre criticità ricorrenti, spesso interconnesse:
Le aziende “vedono” l’inefficienza quando diventa emergenza (resi, contestazioni, backorder, sconti fuori controllo). Ma l’attrito nasce prima, nel quotidiano: informazioni non allineate e processi che non scorrono.
La copertura territoriale nel settore è guidata principalmente da agenti di commercio: gestione della relazione, presentazione collezioni, canvass, riassortimenti e negoziazione di accordi commerciali.
In questo contesto, la differenza non la fa solo la capacità di vendita, ma la qualità dell’operatività sul campo: dotare la rete di strumenti digitali coerenti e utilizzabili in visita (come un’app di raccolta ordini) significa ridurre attrito, aumentare continuità e proteggere marginalità.
Qui l’operatività fa la differenza:
Nel mondo eyewear, le campagne e le nuove collezioni concentrano complessità e opportunità:
Senza un flusso informativo coerente, l’agente lavora “a memoria” e la sede perde controllo. Con un flusso unico, invece, si ottiene un effetto concreto: la proposta diventa replicabile, quindi misurabile e migliorabile.
Nel B2B la tecnologia non serve a “digitalizzare una parte”: serve a creare una verità unica su:
I benchmark di mercato lo confermano: molte aziende hanno già CRM o SFA (circa 65%), ma solo una parte dispone di un portale B2B per ordini e riordini autonomi (circa 30%). Il salto non è “avere strumenti”, è metterli in coerenza.
Perché è rilevante per il territorio
La fonte unica riduce i passaggi manuali, taglia le richieste al back office e aumenta la qualità dell’ordine “al primo invio”.
Nel 2026 l’AI entra stabilmente nei processi B2B come abilitatore di efficienza, soprattutto in tre aree:
Il punto chiave: l’AI funziona quando si appoggia a una fonte unica dati e a regole condivise. Altrimenti amplifica incoerenze.
L’evoluzione naturale, dopo aver ridotto l’attrito sul campo, è abilitare autonomia controllata lato rivenditore:
Questo non “disintermedia” l’agente: gli restituisce tempo. Tempo da investire su sviluppo, consulenza, canvass e relazione.
Se vuoi entrare nei trend 2026, nelle sfide operative e nei modelli (dati, AI, territorio e B2B) con esempi e numeri di riferimento, è disponibile un approfondimento scaricabile: Settore Eyewear B2B 2026: strategie, trend e tecnologie per guidare la crescita.