Faccio da tramite tra l’utente e Sage X3: trasformo click, esigenze e processi aziendali in logiche tecniche che fanno muovere i dati nel modo giusto. In pratica, costruisco quei meccanismi invisibili che permettono al sistema di rispondere correttamente a ciò che l’utente fa a video.
Ho da poco finito il tutorial e ora sto mettendo in atto ciò che ho imparato. Gioco in una lingua che sto ancora imparando, che non sempre mi è chiara e che spesso cerco di interpretare nel modo giusto per capire qual è l’obiettivo della missione per poi applicare tutte le conoscenze fresche acquisite. A questo punto del gioco mi trovo confident con le sue regole, ma da qui alla conclusione della mappa ci sono ancora un po’ di mari da navigare e paesi da attraversare. Se questo gioco avesse come obiettivo il giro del mondo, ad ora avrei visto buona parte d’Europa. Restando su questa metafora, il mio personaggio al momento del login aveva attraversato il grosso del territorio italiano, ma non di più.
Il mio arrivo in azienda è stato a cavallo della conclusione del percorso di studi come informatico presso l’Università di Padova. Due mesi di stage altamente stimolanti che hanno da subito aggiunto valore al mio bagaglio di conoscenze ed esperienze. Un team unito, giovane e competente ha rafforzato il mio desiderio di permanenza in azienda. Dopo i primi due mesi sono stato ufficialmente assunto in Formula con un contratto determinato che dopo sei mesi è stato convertito a indeterminato. Ora con calma, fiducia e curiosità cammino nel pieno dell’esperienza lavorativa da consulente tecnico.
A darmi fiducia e supporto sin da subito sono stati Davide Berardi e Riccardo Brugnolo, persone in cui ho trovato, anche se per poco, un grande punto di riferimento. Pietro Zin e Samuele La Carpia sono i colleghi che mi hanno dato più consigli e insegnamenti sul lato tecnico e professionale. Carlotta Milani e Ilaria Rinaldi con tanta pazienza e calma hanno reso comprensibile ciò che per me era ignoto, parlando di processi aziendali, spiegandomi i perché e cercando di darmi i giusti elementi per fare il mio lavoro al meglio. Armes è il mio primo cliente ufficiale, tecnicamente molto impegnativo ma perfetto per mettermi in gioco fin da subito.
La sfida più difficile è sempre con sé stessi. Nuove dinamiche portano alla scoperta di nuovi orizzonti dell’io. La capacità di sviluppare un senso di squadra, d’integrazione, di ascoltare e riconoscere le proprie mancanze dovute all’inesperienza e rispondere ai consigli e alle regole con maturità. Le scadenze, gli orari, le ore per gli spostamenti, i cambiamenti che il lavoro inevitabilmente porta alla propria quotidianità, e imparare dunque a ricostruire un equilibrio. La pazienza e la fiducia nel processo e nelle proprie qualità sono stati i fattori che mi hanno aiutato ad ambientarmi e a superare tutto ciò.
Direi a Ion di un anno fa che sta per iniziare una sfida complicata, il che è un bene perché le cose facili lo annoiano, ma anche che in questa sfida troverà spesso dei compagni disponibili a cui rivolgersi. Gli direi che è fortunato e di valorizzare al meglio questa fortuna. Gli direi, così come mi ha detto un collega all’epoca, che qui entri come informatico ma nel tuo percorso, con il giusto interesse e curiosità, potrai approfondire e imparare molte altre competenze trasversali fondamentali per una crescita costante.
Il nome dell’azienda così che possa risalire alla mail e mandare una candidatura.