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Crisi d'impresa: come prevenirla con strumenti di controllo

Parlando di crisi d’impresa viene subito in mente quel vecchio, riuscitissimo proverbio secondo cui “prevenire è meglio che curare”. Ma una crisi d’impresa si può davvero prevenire? La risposta è sì. A condizione di avere gli strumenti di controllo più adeguati.

Al di là delle norme sulla crisi di impresa (che vedremo più avanti), ogni azienda dovrebbe avere i mezzi analitici per intervenire prima che una situazione di crisi si verifichi e diventi irreversibile.

Quali sono i segnali che ci possono permettere di anticipare il verificarsi di una situazione di crisi? In realtà sono molteplici, solo che per riconoscerli serve un monitoraggio costante di alcuni parametri. Il primo e più evidente è senza dubbio lo scostamento tra gli scenari preventivi quelli reali. Non è l’unico.

Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le cause di una crisi d’impresa.

 

Le cause di una crisi d’impresa

Perché un’azienda entra in crisi? La congiuntura economica, che da qualche anno ha investito i mercati mondiali, non aiuta e trovare debitori insolventi, purtroppo, non è così raro. E spesso gli strumenti giuridici per rivalersi, all’atto pratico, si rivelano inefficaci. Per non parlare dell’accesso al credito, con i finanziamenti a breve e lungo termine in calo. Secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia e aggiornati al 2019, il credito alle imprese è sceso a 668 miliardi erogati dai 914 miliardi di novembre 2011, tanto per contestualizzare la situazione.

Insomma, le condizioni non sono delle migliori. In più ci sono anche dei fattori interni che possono determinare l’insorgere di una crisi come:

  • gestione finanziaria inefficiente,
  • investimenti errati,
  • difficoltà di previsione dell’andamento del business,
  • scarsa analisi delle informazioni interne

Il punto è che quando in un’impresa si verifica una crisi di liquidità, temporanea o prolungata che sia, l’unica soluzione è quella di concentrarsi nella ricerca di nuova liquidità. Si tratta di un comportamento ovvio, ma il problema è che la mancanza di liquidità non è mai la causa di un momento di difficoltà aziendale. Bensì ne è l’effetto.

 

Come prevenire una crisi

I flussi di cassa sono gli indicatori principali della liquidità e quindi dello stato di salute di un’azienda. Spesso si rivelano determinanti per la continuità aziendale tanto quanto (se non di più) l’utile d’impresa o il fatturato complessivo.

Non serve un “manuale di sopravvivenza alla crisi di liquidità aziendale”, ma piuttosto nuovi strumenti analitici di prevenzione che monitorino il cash flow ed eventuali squilibri dal punto di vista patrimoniale, reddituale o finanziario.

Come si previene una crisi? Innanzitutto, con la programmazione.

Tutte le aziende fanno programmazione, ma quante la fanno con dati mission-critical alla mano? E quante non aspettano la consuntivazione per fare i conti, ma continuano a generare scenari ipotetici per simulare l’impatto finanziario di tutte scelte operative e strategiche e dei nuovi scenari di business nei mercati di riferimento?

Un vecchio adagio popolare dice che sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Lavorando in tempo reale e integrandosi sullo storico delle informazioni aziendali, il programma deve non solo prevenire nuove crisi, ma impedire il verificarsi di situazioni potenzialmente pericolose già accadute in passato. E il sistema degli alert, per intervenire tempestivamente e non sottovalutare scenari a rischio, è senza dubbio quello più efficace.

Proprio l’analisi costante dei dati e la simulazione degli scenari futuri sono, insieme alla programmazione gli strumenti migliori per:

  • mantenere un’esposizione finanziaria equilibrata,
  • valutare la sostenibilità dei debiti,
  • migliorare gli indicatori finanziari e il proprio rating,
  • garantire la continuità aziendale.

Molti dei dati per raggiungere questi obiettivi sono già in possesso delle aziende che, però, non hanno gli strumenti per incrociarli e trasformarli in informazioni.

 

Il nuovo quadro normativo

Oltre che vantaggioso, dotarsi di uno strumento informatico per prevenire una crisi d’impresa si inserisce perfettamente all’interno del nuovo quadro normativo “disegnato” dalla la Riforma della crisi d’impresa col Decreto legislativo n. 14 del 12.01.19. Il decreto obbliga le aziende a dotarsi di procedure di allerta e di composizione assistita per anticipare eventuali stati di crisi aziendale.

All’articolo 3, il provvedimento recita testualmente che: “L'imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte” (comma 1). “L'imprenditore collettivo deve adottare un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell'articolo 2086 del codice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell'assunzione di idonee iniziative” (comma 2).

 

Il ruolo della tecnologia

In un panorama come quello appena descritto, dove le inefficienze interne si sommano a una situazione complessiva di crisi nella maggior parte dei settori che va avanti da oltre dieci anni, le aziende che rischiano di chiudere i battenti sono sempre di più.

Ecco perché scegliere soluzioni informatiche di business intelligence oggi più che mai, non è un costo ma un investimento. Significa essere in grado di migliorare i processi decisionali del management aziendale, prevenire gli eventi potenzialmente rischiosi e le crisi d’impresa. Probabilmente uno dei migliori investimenti che un’impresa lungimirante può compiere.

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Topics: Business Intelligence